Stilare una lista dei buoni propositi è una pratica consolidata, che per molti accompagna l’arrivo del nuovo anno. Sono, infatti, sicura che, almeno una volta, anche tu, a gennaio, hai preso carta e penna e hai messo nero su bianco i tuoi obiettivi per l’anno a venire. 

Siano essi legati al lavoro, alle relazioni o alla crescita personale, questi buoni propositi rappresentano il nostro desiderio di cambiamento e la volontà di migliorare alcuni aspetti della nostra vita

Viene, però, spontaneo chiedersi se questa consuetudine sia, davvero, utile per la nostra crescita personale.

Io stessa, in passato, pur essendo una life coach, ho avuto le mie difficoltà a sedermi e a individuare i miei obiettivi annuali.

Quando capitava il risultato era una lista che non mi portava da nessuna parte, perché tendevo a scrivere il riflesso delle aspettative altrui che non rispecchiava, realmente, la mia essenza. 

In questo articolo, proveremo a capire se i buoni propositi e gli obiettivi dell’anno servono davvero e vedremo insieme come riuscire a individuare obiettivi che che si traducano effettivamente in cambiamenti positivi nella nostra vita. 

Caterina Lazzarini

Desideri, obiettivi e sogni

Una delle ragioni che portano ad abbandonare le liste di “buoni propositi” dopo pochi mesi è che, in molti casi, quelli che abbiamo individuato sono sogni o desideri, la cui realizzazione, talvolta, non dipende nemmeno da noi. In questi casi, subentra la frustrazione ed è inevitabile desistere.

Quando si parla di sogni, desideri, obiettivi e di buoni propositi, talvolta, si fa confusione. In realtà, si tratta di  concetti con significati diversi tra loro.

Proviamo a fare chiarezza.

  • Desideri: sono spesso guidati dalle emozioni, i desideri sono aspirazioni legati al volere qualcosa, che sentiamo mancare nella nostra vita. Possono può essere tangibili (come una nuova auto) o intangibili (come la felicità). Possono concretizzarsi anche senza un piano d’azione e non sempre la loro realizzazione dipende dalla nostra volontà. Ad esempio, fare un viaggio intorno al mondo.
  • Sogni: I sogni sono ideali o aspirazioni che possono sembrare irraggiungibili o fantastici. Sono spesso ambiziosi e possono essere fonte di ispirazione. I sogni non necessariamente si concretizzano in piani d’azione, ma possono motivare una persona a perseguire obiettivi più grandi nella vita. Ad esempio, fare un viaggio interstellare.
  • Obiettivi: si tratta di traguardi o risultati specifici, che una persona si impegna a conseguire. Sono concreti e misurabili, richiedono un piano d’azione e un’azione concreta per essere raggiunti in tempi stabiliti. Ad esempio, passare un mese in Canarie ogni anno a novembre. 
  • Buoni propositi: sono dichiarazioni rispetto a un cambiamento personale che vogliamo nella nostra vita. Spesso sono un modo per iniziare a realizzare desideri e sogni e possono rientrare nella categoria degli obiettivi. Ad esempio fare un viaggio a basso impatto ambientale.

In sintesi, possiamo pensare ai desideri come al punto di partenza emotivo e ai sogni come alle nostre grandi aspirazioni. Solo gli obiettivi sono traguardi specifici e pratici verso cui possiamo lavorare usando azioni da metter in atto . Avere chiari questi concetti è fondamentale.

frase

È importante definire i buoni propositi e gli obiettivi a inizio anno?

In veste di life coach, ho notato che uno degli esercizi più destabilizzanti che faccio fare ai miei clienti consiste nello scrivere 20 desideri o 20 cose che vogliono avere o realizzare nella loro vita entro 12 mesi.

Obiettivi e traguardi

Può trattarsi di grandi obiettivi o di traguardi più semplici, l’unico limite che pongo è che la loro realizzazione dipenda esclusivamente dal cliente. In genere, qualcunə si blocca al primo punto, qualcun altrə scrive qualcosa e, immediatamente, la cancella pensando che sia troppo complessa da realizzare o di puntare troppo in alto.

Io stessa, come dicevo prima, pur essendo una coach, per tanto tempo, ho avuto difficoltà a individuare i miei obiettivi annuali nel modo classico.

Vivevo, infatti, questa attività come un compito da eseguire perfettamente. Una volta terminato, in effetti, l’esercizio era stato fatto bene, avevo davanti la mia lista di buoni propositi, li avevo tutti trasformati in obiettivi. Tuttavia questo elenco non mi portava da nessuna parte, non aveva alcun peso nel mio percorso di crescita. 

Sai perché?

Obiettivi e aspettative

Perché gli obiettivi che individuavo non venivano da me, ma erano basati sulle aspettative degli altri e su ciò che ci si aspettava che avrei dovuto fare o raggiungere come professionista, donna e madre. O ancora peggio erano basati su quello che pensavo ci si aspettasse da me come professionista, donna e madre.

Il risultato erano obiettivi ben strutturati, che, una volta scomposti nelle diverse fasi, avrebbero dovuto portarmi alla loro realizzazione e li riportavo su un foglio Excel e su un’agenda.

Questo lavoro, tuttavia, puntualmente, non mi portava a nulla perché si trattava di obiettivi o propositi, che non nascevano dalla mia essenza più profonda e da quello che veramente volevo nella mia vita. 

Quello che è giusto per te

Tieni presente che, anche se si tratta di una pratica diffusa, contrariamente a quanto potresti pensare, sederti ad un tavolo per individuare i buoni propositi a inizio anno potrebbe non funzionare per te.

Nella mia esperienza, gli obiettivi che sono riuscita a raggiungere ed i progetti che sono riuscita a realizzare con successo sono nati dal divertimento, quasi per gioco. 

Ti faccio un esempio.

La Santiago Experience

La Santiago Experience, un percorso di crescita che faccio con un piccolo gruppo partecipanti lungo il Cammino di Santiago, è nata durante un corso di video speaking nel corso del quale io e Sharon Sala ci siamo incontrate per caso.

Sempre per caso, facendo un esercizio, abbiamo creato la simulazione di un evento Facebook in cui lanciavamo questa nostra iniziativa congiunta di coaching e fotografia terapeutica. 

Ci siamo divertite così tanto a immaginarla, che abbiamo poi deciso di realizzarla. Prima, abbiamo fatto un cammino insieme in Italia (lungo la Via degli Dei), per vedere reciprocamente come lavoravamo e l’effetto del lavoro dell’altra su di noi e, l’anno dopo, siamo partite con alcune clienti. Il risultato è stato molto positivo per noi e per loro.

Dopo una pausa legata al Covid, quest’anno, partiremo nuovamente insieme. Il 28 giugno da Leon e l’8 luglio da Sarria.

Se vuoi saperne di più sulla Santiago Experience, leggi qui.

Caterina e

Invece di inseguire gli obiettivi, dovremmo seguire la curiosità. Se sei curioso, anche senza un obiettivo, non c’è frustrazione: ti godi i frutti dei tuoi studi e delle tue ricerche, magari scatenando qualcosa di inatteso. Ma se hai un obiettivo e non sei curioso, eccola lì, la frustrazione che ti schiaccia la testa. Se sei curioso, diventa naturale volerne sapere di più ogni giorno, focalizzarsi, entrare nei flussi e abitarlo. Senza curiosità, senza un senso di scoperta gioiosa, muori dentro. E muori fuori, perché il tuo fisico reagisce.

Giulio Xhaët, Da grande, Sonzogno

Individuare obiettivi da raggiungere

La tendenza a non mantenere i buoni propositi o gli obiettivi di inizio anno è, piuttosto, diffusa. Ciò è inevitabile se questi nostri obiettivi erano irrealizzabili, se richiedevano un impegno che andava al di sopra delle nostre reali possibilità e competenze o se, addirittura, la loro realizzazione non è mai dipesa da noi. 

Altrettanto improbabile è riuscire a raggiungere obiettivi che non rispecchiano realmente quello siamo e quello che realmente vogliamo diventare

Potremmo aver individuato obiettivi che non erano davvero adatti a noi e al momento che stavamo attraversando.

Il consiglio che ti vorrei dare è quello di cambiare strategia. 

Naturalmente, non c’è niente di sbagliato nel lavorare con obiettivi ben strutturati e individuati con logica, cura e dedizione. Anche io uso queste strategia con i miei clienti, che hanno una personalità adatta e sono in un momento della loro vita adatta a procedere in questo modo. Non è, però, sbagliato nemmeno agire in modo diverso.  

Nel tempo, vedendo quello che riuscivo a realizzare e cosa, invece, puntualmente, lasciavo indietro, ho capito cosa funziona per me e ho deciso di parlartene. 

cammino

1. Segui quella che è la tua visione

Ho, innanzitutto, dovuto trovare il coraggio di dichiarare a me stessa la mia visione, il mio scopo di vita. 

Capire chi si è e cosa si vuole è, infatti, fondamentale per mantenere la motivazione e per stare bene.

Insomma, non importa come deciderai di procedere, il punto di partenza è sempre lo stesso: individua degli obiettivi che rispecchiano quello che vuoi realmente, la cui realizzazione dipende solamente da te.

Non puntare a ciò che gli altri si aspettano, ma rifletti su ciò che per te è davvero importante e su ciò che realmente ti interessa

2. Stabilisci quello che vuoi che faccia parte della tua vita

Una volta capito qual’è la tua visione, a seconda di quanto è congruente con essa, stabilisci cosa vuoi che faccia parte della tua vita.

Ogni tuo obiettivo deve concorrere al tuo benessere e allo stile di vita che vorresti. Cercare di raggiungere traguardi che, in realtà, sono lontani dai tuoi veri interessi e che, riflettendoci bene, percepisci come limitanti rispetto a quello che vorresti realizzare non ha alcun senso. 

Ogni sforzo in questa direzione andrebbe, infatti, a togliere tempo a quello che realmente vuoi fare e, sicuramente, dopo qualche mese, ti accorgeresti di non aver portato a termine l’obiettivo che ti eri prefissatə. 

3. Stabilisci a grandi linee quali sono i passaggi che dovrai realizzare

Non è necessario fare tabelle in Excel con scadenze e tappe da raggiungere. Piuttosto, stabilisci a grandi linee quali sono i passaggi che ti attendono e realizzali, nei tempi necessari, mettendo in ognuno di essi le energie opportune. 

Individuare delle scadenze ancora prima di iniziare potrebbe rivelarsi frustrante, se tutto non va secondo i piani. Talvolta, infatti, le tempistiche non sono prevedibili, ma ci si deve semplicemente mettere in gioco.

Ti faccio un esempio.

Ad agosto, ho deciso che volevo imparare a fare surf nell’oceano. In passato, avevo provato un paio di volte, ma il surf non mi aveva conquistato e avevo patito la fatica fisica della preparazione rapida e improvvisata. Ad agosto scorso, durante una mattina di faticosi tentativi sulle onde di Bali, ho provato una sensazione molto forte di potenza e connessione con l’oceano e ho deciso che volevo vivere di nuovo quella sensazione e ho deciso che arrivato il momento di organizzarmi per farlo. 

Una volta tornata a Milano, ho, quindi, iniziato a prendere lezioni settimanali di preparazione a secco a casa. A novembre sono andata a Lanzarote e dopo un paio di lezioni in acqua, sono riuscita a surfare le mie prime onde nell’oceano. Al mio ritorno, ho continuato con gli allenamenti a secco e, ora, sono a Fuerteventura, dove seguo delle lezioni in acqua. 

Se avessi programmato ogni tappa in un file Excel, probabilmente ora sarei ancora sul bagnasciuga.

surfisti

Provando, ho, invece, capito quali erano i diversi passaggi da affrontare: 

  • prima di entrare in acqua, devi guardare bene la situazione delle onde e prenderti tutto il tempo che ti serve per conoscere l’ambiente in cui ti devi muovere;
  • Una volta in acqua, devi trovare un riferimento fisso a riva (una casa, un albero, etc), concentrarti su di esso e aspettare l’onda giusta;
  • Una volta che sei partita, devi fissare il riferimento senza pensare a niente e, con la mente sgombra e senza ripensamenti, prendere l’onda, alzarti e cavalcarla, sentendo la forza dell’oceano che ti trasporta. 

Non pensi che possa essere una buona strategia anche per i tuoi obiettivi di vita?

lezioni di surf

Cosa ho imparato dal cammino di Santiago sugli obiettivi

Uno dei grandi deterrenti alla realizzazione dei propri obiettivi è pensare che, se si raggiunge un risultato, lo si fa a discapito di qualcun altro. Ciò, porta a pensare che non sia sempre da brave persone organizzarsi e lavorare per raggiungere un obiettivo, perché è inevitabilmente questo penalizza qualcun altrə. 

Percorrendo il cammino di Santiago, ho imparato che non è così. Ogni giorno si incontrano molte persone il cui scopo è lo stesso che hai tu: arrivare nella piazza della Cattedrale di Santiago di Compostela. 

Nella vita normale, concorrere con così tante persone che si mettono in gioco per un obiettivo decisamente individuale e non collettivo è un problema. Fa venire dubbi sul fatto di riuscirci davvero. Invece, sul cammino si capisce che raggiungere i propri obiettivi non toglie niente agli altri e non impedisce di tagliare lo stesso traguardo. Anzi, si comprende che essere insieme sulla stessa strada può aiutare ogni pellegrinə ad arrivare con più facilità, condividendo gioia e divertimento. 

Se poi devo dirtela tutta, quando si arriva alla piazza e ci si siede davanti alla facciata della cattedrale si sente una sana “invidia” per chi è appena partito, per il suo cammino e per le centinaia di chilometri, che ha ancora da percorrere. 

Si capisce che il bello del raggiungere gli obiettivi é la strada che si fa per ottenerli. Questa sono le vere ricchezze che si ottengono: la conoscenza di te che cresce, giorno dopo giorno, l’aiuto ed il sostegno reciproco con gli altri pellegrini. 

La seconda lezione che ho imparato è che, una volta stabilito un obiettivo e la strada scelta ti porta dove hai stabilito, la devi seguire. Ti puoi fermare per la pioggia, rallentare per una deviazione, accelerare il passo per stare in compagnia, sostare per visitare una città, ma, se la strada è quella che porta a Santiago, è lì che arriverai, con i tuoi tempi, le tue tappe e la tua esperienza di vita. 

Scopri di più sul cammino di Santiago

donne sul cammino di Santiago

Come abbiamo visto, sedersi ad inizio anno e stilare una lista di obiettivi, potrebbe non essere realmente efficace per la nostra crescita individuale.

Anzi, per la mia esperienza, individuare i buoni propositi in modo tradizionale potrebbe rivelarsi limitante, soprattutto se questi obiettivi derivano dalle aspettative degli altri. 

In veste di life coach, posso aiutarti a capire qual’è la tua visione ed ad individuare obiettivi, che riflettano quello che vuoi veramente. 

Se hai bisogno che ti supporti nel tuo percorso di crescita, contattami.

Caterina

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