In famiglia sono famosa per non riuscire a trattenere le lacrime quando mi viene raccontata o tento di raccontare la fiaba della “Piccola Fiammiferaia”.

Su di me questa favola ha un effetto pazzesco. E’ sempre la stessa storia. Ogni volta. Anche se mi dicono solamente: «Comprate i miei fiammiferi!». Inizio a piangere subito…. e ormai ho più di 50 anni!

Piccola fiammiferaia - Caterina Lazzarini life coach

Non resisto proprio, mi fa piangere più del film “Incompreso” (chi ha la mia età ha ben presente la tristezza infinita di questo film).

Tutto questo fino a un paio di settimane.  Quando ho letto il capitolo “Acque chiare: il nutrimento della vita creativa” di “Donne che corrono con i lupi” di Clarissa Pinkola Estés e… ho capito!

Ho capito cosa mi metteva a disagio, cosa causava la mia tristezza.

La piccola fiammiferaia è stata la mia storia per quasi tutta la mia vita, ma anche della vita di molte donne che conosco.

Se nessuno ti ha mai raccontato questa fiaba, la puoi leggere qua sotto. Se la conosci già salta pure al paragrafo successivo.

La storia della Piccola Fiammiferaia*

Era la sera di San Silvestro. Faceva un freddo terribile, nevicava e calava la sera. In quel freddo, in quel buio, girava una piccola fiammiferaia. In tutta la giornata, non aveva venduto un solo fiammifero. Aveva fame e tanto freddo… Tutti erano a casa per festeggiare al caldo l’ultima sera dell’anno.

La bambina si sedette in un angolo formato da due case e pensò di accendere un fuoco per scaldarsi, aveva i fiammiferi, ma non la legna per fare un fuoco. Decise di accendere lo stesso un fiammifero e subito le sembrò di essere in una bella stanza calda. Purtroppo quando si spense il fiammifero e si trovò di nuovo al buio e al freddo.

Ne accese un altro e le sembrò di essere seduta a un ricco banchetto, ma anche questa illusione svanì quando il fiammifero si spense.
Accese un terzo fiammifero e si trovò sotto a un magnifico albero di Natale stese le mani… e il fiammifero si spense. I lumicini dell’albero volarono in alto, sempre più in alto e divennero stelle cadenti. «Qualcuno muore!» – disse la piccola, ricordando quanto le aveva detto la sua vecchia nonna (l’unica persona al mondo che l’avesse trattata amorevolmente, – ma ora anche essa era morta).
Accese un altro fiammifero e apparve la nonna. Per trattenerla accese uno alla volta tutti i fiammiferi che le erano restati. La nonna prese la bambina tra le braccia ed insieme volarono in cielo dove non faceva freddo e non si aveva fame.

All’alba la piccola fiammiferaia fu trovata morta con a fianco una scatola fiammiferi bruciati.

La storia è triste, molto, ma leggendo le riflessioni di Pinkola Estés ho capito quello che me la rendeva irresistibilmente lacrimosa era il dolore di sapere di essere la Piccola Fiammiferaia.

Chi è la Piccola Fiammiferaia?

Piccola Fiammiferaia è ogni donna che vive tra persone che non si curano di lei, che la trattano freddamente.

Piccola Fiammiferaia è ogni donna che vive tra persone che la illudono e la confortano, ma  non la nutrono veramente.

Piccola Fiammiferaia è ogni donna che svende la sua scintilla creativa per pochi centesimi.

Piccola Fiammiferaia è ogni donna che usa le proprie risorse per fantasticare e non per agire.

Piccola Fiammiferaia è ogni donna che si fa trascinare nel sonno della compiacenza e del torpore.

Piccola Fiammiferaia è ogni donna che si illude e spera che ogni dolore sparirà magicamente.

Come ho sconfitto la Piccola Fiammiferaia

Il primo passo per sconfiggere la Piccola Fiammiferaia è stato vedere quale mito raccontava e come questo mito faceva parte della mia storia.

Il secondo è stato rendermi conto che avevo già cambiato la mia storia e che ora questo mito non era più incluso, ma andava semplicemente guardato e lasciato andare.

In pratica:

  • ho iniziato a fare delle cose che mi facessero stare bene e mi permettessero di usare i miei fiammiferi per accendere un fuoco caldo, duraturo e che mi scaldasse il cuore,
  • ho iniziato a circondarmi di relazioni nutrienti,
  • ho valorizzato i miei fiammiferi e non li ho più svenduti.

E soprattutto ho seguito questi consigli della Estès.

La donna deve fare attenzione a non consentire a un eccesso di responsabilità (o di rispettabilità) di rubarle le pause  e le estasi necessarie per creare. Deve dire di no alla metà delle cose che secondo lei «dovrebbe» fare.

Ho visto donne che si ostinavano a lustrare tutta la casa prima di di sedersi a scrivere … sapete bene che le faccende di casa sono una cosa strana…. non finiscono mai. Sistema perfetto per bloccare una donna.

Vuoi sconfiggere la Piccola Fiammiferaia?

Ora il mio lavoro è quello di aiutare le donne realizzare i propri obiettivi e a vivere una vita in linea con quello che desiderano essere.

Contattami per un incontro conoscitivo e per valutare insieme cosa posso fare per te come posso aiutarti a essere la donna che vuoi.

Posso proporti diversi percorsi di coaching più”tradizionali”  o esperienze di coaching in cammino nella natura.

*(testo in licenza Creative Commons Hans Cristian Andersen – Quaranta Novelle – La piccina dei fiammiferi)

PS. Post scritto con orgoglio senza lacrime!

Ho sconfitto la Piccola Fiammiferaia: la mia storia per l’8 marzo

2 pensieri su “Ho sconfitto la Piccola Fiammiferaia: la mia storia per l’8 marzo

  • 9 Marzo 2018 alle 12:08
    Permalink

    Questo articolo mi è piaciuto tantissimo.
    Sono stata Piccola Fiammiferaia fantasticando e cercando informazioni e ispirazione al posto di agire.
    Il consiglio della Estes sul dire di no alla metà delle cose che secondo noi “dovremo” fare è utilissimo. Lavorando da casa è facile prendere la scusa delle faccende domestiche per non lavorare sui propri obiettivi.

    Rispondi
    • 9 Marzo 2018 alle 12:19
      Permalink

      Grazie Diaria,
      sono contenta che ti sia piaciuto. Sono d’accordo con te sulla difficoltà e sulle scuse che ci offre la difficile situazione di avere un home office. Buona giornata

      Rispondi

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