Per diversi anni  il Cammino di Santiago è stata un’esperienza di cui ogni tanto sentivo parlare, su cui mi informavo, che mi affascinava. Lo consideravo un’impresa eccezionale che avrei fatto con mio marito, con i miei figli, con amici, poi ogni estate decidevo di fare altre esperienze o di impigrirmi sulla spiaggia e il Cammino rimaneva lì nel cassetto. Forse anche perché non amo le camminate e le gite in montagna, soffro di vertigini, sono abbastanza pigra, la fatica e lo sforzo fisico non hanno mai stimolato le mie endorfine quanto i dolci e la focaccia.

Caterina Lazzarini coach cammino di Santiago - arrivo a Fisterre

Perché sono partita

Poi, nel 2016 nel giro di 3 mesi ho deciso e sono partita per camminare per 200 chilometri da sola.  Lì per lì non ho capito cosa fosse scattato, ma è bastata l’idea di poter partire e … ho acquistato i voli, le scarpe e poco dopo ho iniziato a camminare in Galizia. Mi sono chiesta tante volte cosa fosse cambiato rispetto a tutte le altre volte in cui avevo iniziato a organizzarmi, ma poi non se ne era fatto niente.

Dicono che il Cammino di Santiago ti chiami e penso che sia proprio vero: quando è il tuo momento, il Cammino di Santiago ti chiama e tu rispondi. È come un vecchio amico che non sentivi da tempo, ma, dopo il primo saluto, ti sembra di avere sempre avuto al tuo fianco.

Ora sono convinta che il mio momento di camminare verso Santiago sia arrivato solo allora, nell’estate del 2016, dopo un intenso master in coaching, che aveva bisogno di essere vissuto sulla pelle e nel corpo e non solo nella testa.

Le reazioni delle mie amiche

Al mio rientro molte amiche e donne che conoscevo mi hanno raccontato di avere il Cammino di Santiago nella loro lista dei desideri, ma poi iniziavano ad elencare una serie di piccoli e grandi motivi pratici che ostacolavano la loro partenza: quest’anno non posso perché ho  gli esami di mio figlio, non sono allenata, non ho tempo per farlo o allenarmi, non so lo spagnolo e l’inglese (spoiler: sai comunque l’italiano e questo nel 95% dei casi basta e avanza), non me la sento di farlo da sola, non posso portare lo zaino, non so se ce la faccio a camminare per oltre un mese.

Sono tutti motivi reali e condivisibili, ma per molte donne è anche un modo per cercare di nascondere un timore più profondo:  la paura di non essere in grado di…, di non riuscire a uscire dalla zona di confort, di non riuscire ad autorizzarsi a fare qualcosa per se stesse.

Hanno ragione.

Un viaggio a piedi di più giorni nella natura su un cammino così antico, ricco di energia e di spiritualità ancestrali, è molto più di una semplice passeggiata. Quando arrivi a Santiago (o a Finisterre) senti che poco alla volta sei andata oltre la tua zona di confort, ma ci stai molto bene e allora hai un po’ di timore all’idea di tornare alla quotidianità della tua vecchia zona di confort.

Le reazioni dei miei amici

Al mio rientro i miei amici si sono  mostrati incuriositi e mi hanno fatto domande su queste strane vacanze che avevo fatto e che mai avrebbero pensato fossero alla mia portata o di mio interesse. Mi hanno chiesto informazioni tecniche e “prestazionali”. Non mi hanno detto (anche se so che qualcuno l’ha pensato) che avevo camminato sul tratto più facile e più breve del Cammino, ma mi hanno assegnato applausi e kudos sull’app che ho utilizzato  per tracciare le mie tappe e i miei tempi di percorrenza. Mi hanno chiesto del tempo, ma nessuno di loro mi ha mai confessato di avere questo sogno nel cassetto dei sogni mai realizzati.

Può anche essere che io abbia amici non interessati a questo tipo di esperienze, ma anche frequentando i gruppi Facebook dedicati al Cammino di Santiago non ho notato un timore di non farcela o di non essere all’altezza tra i pellegrini di sesso maschile. In altre parole, se avevano dei dubbi sulle scarpe erano veramente dei dubbi sulle scarpe e non il “mascheramento” di un’altra  difficoltà.

Caterina-Lazzarini-Cammino-di-santiago-cammino-francesePerché sono ripartita con le mie clienti

Dopo il Cammino del 2016 ho deciso di usare tutta la mia esperienza di vita e la mia formazione per diventare una life coach per aiutare le “donne che hanno già dato” ad autorizzarsi a dedicare a loro stesse tempo ed energie.

Ho iniziato lavorare con clienti di tirocinio e mi sono resa conto delle potenzialità di un’esperienza sul Cammino di Santiago nell’ambito di un percorso di rafforzamento dell’autostima, maggiore conoscenza di se stesse e delle proprie possibilità e risorse,  accettazione  e gestione dei propri limiti. Per questo ho proposto ad Alessandra, una mia coachee, di terminare il nostro tirocinio camminando insieme per 100 chilometri verso Santiago di Compostela. Alessandra ha accettato e il 17 luglio del 2017 ho dato inizio ai miei cammini di coaching al femminile sul Cammino di Santiago e ho mosso i miei primi passi come walking coach.

Il mio lavoro quando sono con te sul Cammino è quello di portarti a camminare secondo il tuo ritmo fino ad arrivare alla meta godendoti il viaggio, ma anche, e soprattutto, di supportarti per superare le ansie e le paure della partenza, essere al tuo fianco durante la trasformazione del cammino e, al tuo rientro, aiutarti a trasferire il lo stato mentale, che hai fatto tuo con il cammino, nelle dinamiche della tua vita di tutti giorni.

Cammino con te per restituire il favore

Oggi cammino con le mie clienti e le accompagno passo verso la riscoperta di loro stesse e verso la realizzazione di quello che hanno imparato camminando verso Santiago nella loro vita quotidiana.

Voglio essere di aiuto alle donne che più si limitano e mettono in dubbio e in questo modo non partono mai, perché in cuor loro sanno che un passo sulla strada è anche un passo all’interno della propria profondità.

Oggi cammino con le donne perché voglio che restituire il favore che il Cammino di Santiago ha fatto a me e al mio benessere.

Cammini di coaching del 2019

Anche questa estate parto con il walking coaching per Santiago di Compostela. Parto con tre gruppi di sette  donne, che accompagnerò nel cammino fisico e dell’anima (religiosa o meno) perché possano conoscersi meglio, desiderare con passione e ottenere quello che più hanno a cuore nella vita.

Perché i miei cammini di coaching verso Santiago sono per le donne

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